lingotti d’oro
Solo le banche centrali sembrano ancora interessate a diversificare le riserve e accrescono le scorte auree – In altri settori dell’investimento invece prevalgono le vendite.
Il rapido calo dell’interesse degli investitori nei confronti dell’oro non ha contagiato le Banche centrali. In gennaio sono stati in particolare gli istituti di Russia e Kazakhstan a dominare la scena, incrementando le rispettive riserve auree. Per Mosca si è trattato del quarto mese consecutivo di acquisti netti, mentre Astana prosegue una tendenza che nel 2012 ha portato la sua banca centrale ad accrescere le riserve del 41%. Una tonnellata è entrata anche nelle scorte ufficiali dell’Azerbajian, che non comperava oro da più di dieci anni. Le riserve russe sono così salite a 970 tonnellate, nei dati del Fondo Monetario Internazionale, invece quelle kazake sono a 116,8 tonnellate. Modesta vendita, in gennaio, solo per il Messico, che ha ceduto sul mercato circa 100 kg. In altri settori le dinamiche sono molto differenti, se si considera che diversi possessori di Etf hanno monetizzato i guadagni e che la gioielleria soffre ancora l’attuale situazione di crisi economica in vari paesi. Oggi l’oro ha visto le quotazioni recuperare terreno, senza però risalire ancora sopra la soglia dei 1600 dollari per oncia, decisamente lontano dal record storico del settembre 2011, quando a Londra il fixing aveva toccato 1921,17 dollari.
Fonte: FRIST online
Tag: Kazakhstan, Oro, riserve auree, russia